Quei fischi contro Spalletti alla lettura delle formazioni di Roma-Genoa

Ingenerosi i fischi dello Stadio Olimpico a Luciano Spalletti nel giorno dell'addio alla maglia della sua Roma di Francesco Totti? Nel giorno in cui, quella Roma, pur a fatica, ha conquistato il secondo posto a soli quattro punti da una formidabile Juventus, tornando nella dorata fase a gironi della Champions League?

Forse, considerando il buon lavoro fatto da Spalletti in un anno e mezzo, dopo il suo ritorno sulla panchina della Roma.

Ma quei fischi non si possono comprendere se non si capisce che per i tifosi della Roma essere allo Stadio Olimpico quel 28 maggio 2017 era ancora più importante che esserci il 17 giugno 2001, giorno in cui la Roma conquistò il terzo scudetto della sua storia.

Perché i tifosi della Roma sono così: cuore e tradizione contano di più dei trofei. Forse è per questo che la Roma ha vinto poco e vincerà poco rispetto al suo potenziale. Ma questo è anche il motivo che rende questo club unico in Italia e forse in tutto il mondo.

Non lo comprende, probabilmente, la proprietà statunitense, che ha investito e che vuole veder rientrare nelle proprie tasche quei denari. Intanto, a causa di questa "freddezza", la proprietà statunitense, a dispetto degli ottimi piazzamenti in campionato della Roma negli ultimi anni, ha visto dimezzarsi pubblico e incassi. Quel pubblico che solo per Totti è tornato a riempire l'Olimpico.

Nella conferenza stampa in cui ha annunciato il suo addio alla Roma, Spalletti si è difeso dalle critiche. Con il suo modo ironico ma tagliente. Troppo poco, però, per avere il "perdono" del popolo giallorosso.

Autore maxsbard
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