La storia del mito George Weah

George Weah, oggi dedicato alla politica, è stato un grande attaccante nato a Monrovia, Liberia. Nel 1999 è stato scelto dalla Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio come il calciatore africano più forte del secolo.

Tra il 1986 e il 1988 fece un grande impatto segnando 24 reti in 23 partite nell'Invincible Eleven (Liberia) e 14 reti in 18 partite al Tonnerre Yaoundé (Camerun). Il salto in Europa è arrivato presto, specificamente al Monaco dove ha giocato per quattro stagioni e segnato 59 gol in 129 partite (nel secondo anno ha subito un infortunio che lo ha fatto saltare mezza stagione). La media gol è variata poco nei tre anni successivi al PSG, viste le 48 reti in 121 partite. Forse la stagione che ricorderà di più in Francia sarà l'ultima, quando ha trascinato il PSG in semifinale dell'UEFA Champions League con 8 reti in 11 partite (capocannoniere).

Propio l'AC Milan, che aveva eliminato il suo PSG in quella semifinale, decide di acquistarlo. I primi mesi in rossonero, insieme a quell'anno strepitoso al PSG hanno significato il Pallone d'Oro 1995 per Weah, divantando così il primo calciatore non Europeo a vincerlo. Nelle cinque stagioni al Milan ha vinto due Scudetti e segnato 58 gol, ma sopratutto è entrato nel cuore dei tifosi del Diavolo grazie alla sua umiltà e grinta.

A fine carriere si è tolto la soddisfazione di giocare in Premier League con il Chelsea (vincendo una FA Cup) e il Manchester City, anche se all'inizio dei 2000 entrambe erano tutt'altro che gli squadroni che sono oggi. Dopo un breve periodo al Marsiglia, ha smesso con il calcio nell'Al Jazira degli Emirati Arabi Uniti (13 gol in 8 partite).

È stato importante in Nazionale con i suoi 15 gol ma non è stato capace di portare la Liberia in un Mondiale. Bisogna ricordare che aveva la possibilità di giocare con la Francia, però questo pensiero non lo ha mai tentato.
Autore EdGrasso
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