Giuseppe Giannini - "Il Principe" della Roma

La Curva Sud lo chiama "Il Principe", perché il Re di Roma c'è già stato, il Dino Falcao. E lui, Giuseppe Giannini, romano del quartiere Africano, quel titolo lo merita anche per l'eleganza con cui tocca il pallone e si muove sul campo. Tanto da far innamorare, con quel numero 10 sulla maglia giallorossa, uno che da bordo campo lo ammira ad ogni partita e che lo ha eletto a suo idolo: Francesco Totti.

Di Totti, Giannini forse non ha il pragmatismo da unire alla classe. Non ha la potenza e la solidità. Però è un grande calciatore. Un Principe che avrebbe meritato maggior fortuna. Perché di principesse, sotto forma di trofei ca alzare al cielo, non ne trova.

Ha la sfortuna di capitare in una Roma che in quegli anni è una Rometta, come dicono i suoi tifosi. E la soddisfazione maggiore è battere la Juventus.

In Nazionale gli capitano due grandi occasioni. La prima nel 1986. Ha vent'anni e disputa con un gruppo eccezionale la finale degli Europei Under 21. Nella partita di andata è lui a siglare la rete della vittoria sulla Spagna, per 2-1. Stesso punteggio al 90' nel ritorno in terra iberica. I rigori danno però la vittoria agli spagnoli.

E sempre i maledetti rigori, nel 1990, tolgono al Principe la possibilità di disputare la finale Mondiale nella sua Roma, nel suo stadio, l'Olimpico. A Napoli, in semifinale, è l'Argentina di Maradona a prevalere. Giannini deve accontentarsi del bronzo.

Troppo poco, per un Principe.

Autore maxsbard
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